DIFENDETEVI! - (Quando «Igienismo» fa rima con «Rivoluzione»)…

Nel 1888, il Dottor Carlo Ruata scrisse un opuscolo - diretto ai medici, alla popolazione italiana e ai suoi amministratori con cui invitava alla autodifesa dalla febbre tifoidea, che contava in Italia quasi 30.000 morti all'anno prima del 1887, mantenendosi su una media di 15.000 morti all'anno nell'intervallo di tempo compreso fra il 1892 e il 1900. Le cause collegate a essa furono chiaramente individuate dal Dottor Carlo Ruata nella totale assenza di politica di igiene pubblica e nella conseguente degenerazione dei cicli biogeochimici di moltissime aree urbane e rurali del nostro Paese. Il Suo fu un vero atto rivoluzionario. (Premessa a cura di Davide Suraci).

Recensioni dell'opuscolo «Difendetevi!» - Dottor Carlo Ruata, 1888
Recensioni dell'opuscolo «Difendetevi!» - Dottor Carlo Ruata, 1888

L’autorevole giornale di Londra, il Sanitary Record, scrisse di quest’opuscolo quanto segue (Londra 15 novembre 1888, pag. 241):

“ Il dott. C. Ruata, il colto professore di Materia Medica dell’Università di Perugia, è molto conosciuto come uno de’ più avanzati igienisti d’Italia, ed un entusiastico promotore di tutto ciò che può tendere a migliorare il benessere fisico, epperciò morale de’ suoi compatrioti. Parlatore eloquente e scrittore brillante, egli consacra i suoi talenti a dirigere degli appelli al popolo, e possiede in grado raro la facoltà di presentare i risultati delle ricerche scientifiche in un modo attraente ed intelligibile, evitando le esagerazioni a sensazione. In un opuscolo che ci sta dinanzi, intitolato: Difendetevi! Da che? Dalla febbre tifoidea, egli richiama l’attenzione sulla spaventosa mortalità esistente in tutte le regioni del Regno per questa malattia, la quale, unitamente alla sua consorella, la difteria, forma il più grave flagello di quel bel paese. Dopo aver dimostrato che il numero dei casi di febbre tifoidea, che stanno dietro alla mortalità di quasi 30 mila individui all’anno, varia tra i 200 ed i 300 mila annualmente, egli passa in rivista la natura ed il modo di propagazione della malattia, i sintomi, il suo decorso, e le misure che lo Stato e l’individuo devono prendere rispettivamente per impedirla. Egli non ha nessuna pretensione di originalità, ma si mostra molto al corrente delle più recenti ricerche, ed assai famigliare colla letteratura sull’argomento esistente in Inghilterra, in Germania ed in America, in modo che l’esame delle disparate opinioni riguardo all’origine, alla comunicabilità, ecc., della febbre tifoidea, è chiaro e giudizioso. Nell’opuscolo vengono citati i più rimarchevoli esempi di propagazione mediante l’acqua specificamente contaminata, che furono ricordati in Inghilterra, in Germania, in Svizzera ed in America: e vi si trovano pure esempi ugualmente istruttivi, che caddero sotto l’osservazione dell’Autore. Egli fa una descrizione parlante della perversità che, specialmente nei distretti rurali, avvelena l’acqua più pura che adoprasi per bere, come quella dei ruscelli di montagna; e si lagna di ciò ch’egli denomina istinto depravato, che fa mettere la bocca della latrina in prossimità della cucina. Due osservazioni sue sono degne di grande nota, e cioè l’una in risposta ad un eminente statista il quale aveva notato che la legislazione non può fare ogni cosa; al che egli rispose che una legislazione ben concepita può dare all’opinione pubblica, in pochi anni, tale un impulso e direzione, quali non si potrebbero sperare in un secolo senza di essa; ed un’altra riguardo alla dichiarazione del dott. Russell che “ l’amministrazione sanitaria in Iscozia era in gran parte una tragica farsa ”; in proposito egli nota che “ tali tragiche farse continueranno a fare strage di tutte le popolazioni fino a che l’amministrazione sanitaria sarà nelle mani di gente profana, ignorante, e che non sa neppure che cosa amministrazione sanitaria significa ”. Amendue queste osservazioni dovrebbero stare ben a cuore di coloro ai quali è devoluta la riorganizzazione del nostro Servizio igienico ».

L’Edinburgh Medical Journal (gennaio 1889, pag. 643) ne fa pure una rivista assai più lunga ed anche più lusinghiera, terminando col periodo seguente:

“ Lo schizzo che abbiamo dato non può riprodurre la lucida eleganza dello stile dell’originale. Noi abbiamo avuto altra volta occasione di far notare l’alta posizione raggiunta dal prof. Ruata come farmacologo e terapista a Padova; la sua nomina alla Cattedra di Materia Medica a Perugia gli ha ora dato occasione di spiegare tutta la sua caratteristica vigoria ed acutezza mentale, il suo comprensivo sapere, la patriottica sua devozione ai migliori interessi della sua patria „

Andamento delle più diffuse malattie infettive (1887-1900) in Italia. Estratto dalle tabelle del Dr. Carlo Ruata
Andamento delle più diffuse malattie infettive (1887-1900) in Italia. Estratto dalle tabelle del Dr. Carlo Ruata

Elaborazioni grafiche, testi introduttivi e di accompagnamento a cura di Davide Suraci - 11 Aprile 2026.

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